La tecnologia rende immortale l’arte, anche quando dell’arte non sono rimaste altro che macerie.

Il raid aereo

La chiesa di Santa Maria in Porto Fuori non esiste più dal 5 novembre del 1944. In quel giorno sei aerei delle forze alleate, The Flyng Skulls (I teschi volanti), la rasero al suolo sganciando 12 bombe su Porto Fuori, nel Ravennate.

cartolina d'epoca della chiaesa di santa maria in porto fuori (ra)

La rinascita

Oggi a distanza di 73 anni, la tecnologia 3D ci permette di fare un tour virtuale nella basilica e di ammirarne gli affreschi.

Le immagini equirettangolari e il virtual tour

Un virtual tour interattivo è costruito tramite delle immagini particolari, chiamate “equirettangolari”. Queste immagini sono costruite in maniera tale da “abbracciare” tutto lo spazio che si trova intorno al punto di osservazione. L’insieme di queste immagini, opportunamente montate tra loro, dà l’illusione di trovarsi in una stanza. Qui è possibile spostarsi, avanzare, guardare in alto e osservare ogni minimo particolare. Nel caso della chiesa di Santa Maria in Porto Fuori tornano in vita anche gli affreschi scomparsi.

La ricostruzione in 3D

Le immagini equirettangoli sono state ottenute grazie a dei modelli 3D, ovvero “insiemi di punti, linee e poligoni collegati tra loro in modo da simulare l’andamento di una superficie”. Per crearli è indispensabile avere conoscenze morfologiche e metriche dell’oggetto da ricostruire. Nel caso della chiesa di Santa Maria in Porto Fuori sono state fondamentali le fonti fotografiche scattate tra la seconda metà dell’ottocento e la seconda guerra mondiale.

Credits

Il progetto è stato realizzato dal Comune di Ravenna, dal Museo d’arte della città, dall’Alma Mater Studiorum Università di Bologna – campus di Ravenna e Istituzione biblioteca Classense, con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. (a questo link è possibile leggere tutti i credits)

 

 Adriana Giombarresi – Grafico e copywriter presso CM Comunicazione